Fascite plantare

La fascite plantare è un’infiammazione della fascia (o aponeurosi) plantare: questa è un ventaglio fibroso che si estende dal tubercolo calcaneare (posto sulla parte inferiore del calcagno), fino alle teste metatarsali.

Essa costituisce in pratica la “corda d’arco”, dove l’arco è costituito dalla volta plantare. Risulta intuitivo che un arco plantare accentuato (piede cavo) pone particolarmente in tensione la fascia plantare, predisponendola ad infiammarsi. Altre cause di fascite plantare possono essere la ridotta elasticità muscolare o pregressi traumi in regione calcaneare.

L’infiammazione si sviluppa più frequentemente in prossimità dell’inserzione calcaneare, dando come sintomatologia un dolore sulla superficie inferiore del calcagno, che da alcuni pazienti viene riferita anche attorno al calcagno.

L’infiammazione cronica può portare nel tempo aduna reazione periostale nella sede di inserzione della fascia, con apposizione di nuovo osso, e formazione del cosiddetto sperone (o spina) calcaneare.

La terapia fondamentale è utilizzare una calzatura con un leggero tacco: questo pone il piede in leggero equinismo e scarica la fascia, permettendole di sfiammarsi. In alternativa possono essere indossati rialzi calcaneari duri di 10 mm, in entrambe le scarpe.

Le ortesi specifiche per la fascite plantare prevedono un sostegno della volta plantare e uno scarico nella zona del calcagno, e sono plantari tronchi, privi di supporto per le dita.

Tra le terapie sono utili le onde d’urto, che però risultano leggermente dolorose, e vanno effettuate al di fuori del periodo di acuzie.

In alternativa sono molto utili le infiltrazioni steroidee locali. I farmaci anti-infiammatori solitamente non danno buoni risultati. In ultima ipotesi si può pensare di affrontare un intervento chirurgico di release della fascia plantare, seguito da un periodo di gesso in posizione di talismo.