Alluce valgo

L’alluce valgo è una deformità del I dito del piede, per cui il primo metatarso si trova deviato in varismo (verso l’asse mediano del corpo), mentre il primo dito si trova deviato verso l’esterno, cioè verso le altre dita.

Si tratta di una deformità che talvolta può essere congenita, ma il più delle volte risulta essere acquisita, comparendo in pazienti in maggioranza di 40-50 anni, e di sesso femminile.

Fattori predisponenti possono essere il piede piatto, il piede egizio (con primo dito più lungo del secondo), l’utilizzo di scarpe a punta stretta, e malattie reumatiche quale l’artrite reumatoide.

L’alluce valgo può essere asintomatico, ma spesso intervengono vari sintomi, come callosità o borsiti dolenti sulla prominenza mediale (che si possono anche ulcerare e infettare). Il secondo dito spesso si deforma ad artiglio. Inoltre l’alluce si ruota internamente e il suo appoggio diventa insufficiente, per cui il carico viene trasferito in maggior misura su secondo metatarso, con conseguente metatarsalgia da trasferimento, e a volte fratture da stress. Tali sintomi possono essere sfumati, ma possono divenire anche invalidanti.

Il decorso della patologia è imprevedibile, potendosi assistere a una stabilizzazione della deformità ma anche a un suo peggioramento graduale.

Il trattamento è molto semplice, in quanto non esiste cura in grado di guarire la deformità al di fuori dell’intervento chirurgico.

Il trattamento ortesico può essere utile ad alleviare o eliminare i sintomi nelle forme lievi, ma comunque non è in grado di correggere la deformità. Abbiamo due forme di trattamento ortesico: la prima comprende piccoli tutori elasticizzati, feltrature e siliconi, che hanno lo scopo di ammortizzare il contatto della calzatura o del terreno sulle prominenze ossee; la seconda consiste nell’uso di plantari con scarico delle teste metatarsali.

Per le forme invalidanti o resistenti alle cure, l’intervento chirurgico consiste in un’osteotomia correttiva del primo metatarso, che può essere eseguita con varie tecniche, e che comunque richiede un periodo di un mese di scarico dell’avampiede (è possibile deambulare con calzatura apposita), e un periodo di riposo sportivo di almeno 3 mesi. Se associato ad un’adeguata riabilitazione post-operatoria l’intervento porta a risultati ottimi nella maggioranza dei casi.

Nel nostro Reparto eseguiamo l’osteotomia attraverso una piccola incisione cutanea (circa 1,5 cm). Riteniamo infatti preferibile questa tecnica per la migliore visione operatoria e per il miglior controllo del gesto chirurgico, con ottimo risultato estetico.