Impingement

Definiamo sindrome da impingement una condizione patologica caratterizzata da un conflitto tra due strutture articolari o periarticolari. Tale patologia può determinare un incarceramento o compressione di parti molli quali capsula, tessuto sinoviale o ligamentoso. Trattasi di condizione patologica in quanto le strutture ossee o fibrose interessate dalla sindrome da impingement normalmente coesistono in ambiente articolare senza dar luogo a disturbi clinici.

La sindrome da impingement ossea o fibrosa rappresenta la prima causa di artroscopia della tibio-tarsica.

Da un punto di vista epidemiologico possiamo considerare due forme di genesi della sindrome da impingement. Una origina da una patologia traumatica acuta ossea, osteocondrale o capsulo-ligamentosa; l’altra da una patologia cronica causata da microtraumi ripetuti. Entrambe le condizioni riconoscono come fattore scatenante la pratica sportiva. Alcuni sport manifestano il loro potenziale lesivo attraverso i traumi legati alla pratica agonistica (calcio, basket, tennis, ecc) altri determinano tale condizione attraverso posizioni o posture reiterate nel tempo (danza, ecc). Il concetto di sindrome da impingement può essere applicato su varie articolazioni (ginocchio, spalla, caviglia, ecc.). Per ciò che si riferisce alla tibio-tarsica, uno dei primi autori a descrivere un quadro di questo tipo è stato Morris nel 1943. Quest’autore in realtà descrive un quadro patologico definendolo “athlete’s ankle”. Secondo l’autore questa condizione determinava una infiammazione con versamento della articolazione tibio-tarsica con tumefazione della porzione articolare anteriore.

Tale quadro veniva ripreso nel 1950 da Mc Murray con la definizione di “footballer’s ankle”. L’autore evidenziava come nella categoria dei calciatori fosse di facile riscontro una condizione clinica caratterizzata radiograficamente da osteofitosi tibio-astragalica. La causa principale di tale quadro era l’esposizione dell’articolazione a microtraumi ripetuti legati alla pratica del calcio. O’Donoghue nel 1957 conia per primo il termine di “impingement” tra astragalo e tibia. Anche in questo caso l’autore fa riferimento a un grosso numero di atleti e descrive una condizione di ispessimento dei margini articolari osteocondrali in corrispondenza della superficie anteriore della tibia e la corrispondente superficie del collo dell’astragalo. Tale condizione viene definita “impingement exostoses”.

A seguito di questa definizione, numerosi sono stati gli articoli riguardanti le condizioni di conflitto articolare nella caviglia e il loro relativo trattamento chirurgico. A tutt’oggi possiamo classificare numerose forme di impingement ossee o fibrose che interessano praticamene tutte le porzioni dell’articolazione. Molte di queste situazioni cliniche possono essere diagnosticate e trattate mediante l’artroscopia. Ed è proprio l’artroscopia che ha permesso in alcuni casi di evidenziare e meglio definire quadri di impingement intra-articolari altrimenti non classificabili. La nostra esperienza ci ha portato a definire una classificazione che comprenda tutti i tipi di impingement allo scopo di meglio definire i principi generali di valutazione e di codificare i principi generali di trattamento.